Si svolgerà nelle cornici più belle dell’ antica colonia greca di Pithecusa l’unico festival cinematografico dedicato alla valorizzazione del territorio, organizzato dall’ Associazione Art Movie e Music, che, sin dal 2002, nella realizzazione del progetto “Cinema e Territorio” ha integrato l’Ischia Film Festival. Dal Castello Aragonese sull’isolotto di Ischia Ponte alla Torre di Michelangelo situata nella baia di Cartaromana, a villa La Colombaia, storica dimora di Luchino Visconti, e ancora nel Parco Botanico La Mortella e a Forio di Ischia nel Borgo di Sant’Angelo, la scelta degli organizzatori ha privilegiato i luoghi di maggior fascino per una kermesse volta a valorizzare le location nel mondo dove si sono ambientati i film che hanno tracciato la storia del cinema. Abbiamo intervistato Michelangelo Messina, produttore e direttore artistico dell’Ischia Film Festival
Quali sono le novità dell’ottava edizione dell’ IFF e quale la punta di diamante che fa preferire agli ospiti ed ai critici di partecipare a questo evento. Che cosa vi caratterizza rispetto ai numerosi altri festival cinematografici in Italia?
Nel panorama desolante dei fondi tagliati allo spettacolo ed alla cultura grazie alla manvora del governo, come vede il futuro delle produzioni cinematografiche in Italia? Bisognerà elemosinare le produzioni da altri paesi? Si rischia, anche in campo cinematografico una fuga di cervelli e talenti artistici?
La decisione in merito a fondi tagliati alla cultura e allo spettacolo ci sconcerta e avvilisce, ma non siamo certo sorpresi. Anzi, è l’ennesima riprova della considerazione in cui è tenuto, nel nostro paese, tutto quello che può avere un’ attinenza alla cultura, bene di così scarso rendimento elettoralistico-clientelare, da poter essere tranquillamente classificato al primo posto tra quelli da colpire con tagli facili e senza troppi riguardi. Non sono solo le produzioni a restare danneggiate da questi tagli, è’ un intero settore dell’economia, che comprende artigiani, maestranze, professionisti, a essere messo in ginocchio. Francamente non sappiamo in che misura, anche in campo artistico, si verificherà una fuga di cervelli all’estero. Colpire così barbaramente perfino le scuole di cinema, i luoghi deputati a formare gli artisti di domani, equivale a una condanna a morte per il futuro di una forma d’arte in cui siamo sempre stati riconosciuti come maestri, anche da cinematografie infinitamente più potenti e strutturate (sotto il profilo industriale) della nostra.
Informazioni sul sito www.ischiafilmfestival.it
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