Il ponte borbonico "Real Ferdinando" sul Garigliano (detto "delle fate" o "meraviglioso ponte"), è un ponte sospeso situato nei pressi dell'area archeologica di Minturnae (Minturno), sul confine fluviale che divide la Provincia di Caserta da quella di Latina.
Fu il primo ponte sospeso realizzato in Italia, a catenaria di ferro, e secondo ponte in Europa, dato che il primato assoluto europeo spetta alla Gran Bretagna (1824). Fu esempio di architettura industriale italiana che dal punto di vista tecnico costruttivo era per quei tempi all'avanguardia in Europa.
L'idea
La primogenitura dell'idea di un ponte sospeso in ferro la si deve allo spirito poliedrico e innovatore di Carminantonio Lippi che avanzò la proposta in una serie di cinque memorie, la prima delle quali risale al 1817.
L'idea del Lippi risultava anticipatrice sia per la tipologia che per l’utilizzo del ferro quale materiale costruttivo primario. L'idea, pur sostenuta dal proverbiale spirito battagliero dello scienziato proponente, inizialmente non ebbe però sufficiente credito. Fu un’ipotesi di ricerca che gli ingegneri del Corpo borbonico di Ponti e Strade non seppero cogliere in quegli anni.
Nel 1825, l'ingegner Luigi Giura, riprendendo l'innovativa idea della realizzazione del ponte sospeso, scelse come modello di riferimento, in un primo momento, il ponte dell’Unione sul fiume Tweed (1820) presso Paxton in Scozia, anche per il successo che tale struttura aveva riscosso nell’ambiente culturale napoletano (come testimoniano i trattati di architettura di Francesco De Cesare e di Nicola d'Apuzzo). Nel 1828, dopo numerosi viaggi condotti in Inghilterra e in Francia, presentò un progetto differente dalla prima ipotesi e che faceva riferimento, apportandone numerose variazioni, al "Pont des Invalides" di Parigi, che presentava difetti di stabilità prima ancora di essere portato a termine.
Il progetto e la realizzazione
Su incarico di Ferdinando II di Borbone, la progettazione fu affidata all'ingegner Luigi Giura, che ne diresse anche l'esecuzione. Sostituì la fragile scafa risolvendo, almeno per un secolo, l'attraversamento del fiume.
I lavori furono iniziati nel 1828 e terminati il 30 aprile 1832: l'inaugurazione alla presenza del re avvenne dieci giorni dopo, il 10 maggio 1832: il sovrano si pose al centro della campata e ordinò che sul ponte passassero due squadroni di lancieri al trotto e ben sedici traini d'artiglieria.
I componenti costruttivi metallici erano stati prodotti nelle ferriere calabresi di Cardinale, di proprietà di Carlo Filangieri principe di Satriano. La spesa fu di 75 000 ducati, a carico del regno.
La distruzione e il restauro
Il 14 ottobre 1943 la campata fu minata in due punti e fatta saltare in aria dall'esercito tedesco, attestato lungo la linea Gustav e in ritirata verso Roma dopo l'armistizio. Tuttavia i piloni e le relative basi non subirono danni irreparabili.
Il ponte è stato restaurato con un progetto di archeologia industriale finanziato dalla Comunità Europea nel 1998 ed è, finalmente, aperto alle vistite del pubblico (gruppi di max 25 persone) in concomitanza con gli orari del vicino Comprensorio Archeologico Minturnae.
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